Stessa malattia, stessi farmaci, efficacia diversa: spesso donne e uomini non si ammalano allo stesso modo, manifestano sintomi differenti e reagiscono diversamente ai farmaci. È proprio di questo che si occupa la medicina di genere. In questo articolo scoprirete cosa significa per la vostra salute e il vostro trattamento.
Le informazioni più importanti in sintesi
- Il sesso può influire sui sintomi, sul decorso e sul trattamento delle malattie.
- Molti farmaci sono stati testati soprattutto sugli uomini:
- pertanto, i dosaggi non sono sempre calibrati in modo ottimale per le donne,
- le quali spesso manifestano effetti collaterali diversi o con un decorso differente.
- Nelle donne, un infarto cardiaco viene spesso diagnosticato più tardi perché in molti casi i sintomi sono diversi rispetto agli uomini.
- Gli uomini soffrono prima e più spesso di malattie cardiovascolari e in molti casi chiedono aiuto più tardi delle donne.
- La medicina di genere studia terapie più precise per entrambi i sessi.
Per molto tempo in medicina è stato seguito il principio «Ciò che vale per l’uomo vale anche per la donna». Ma questo è falso e può avere gravi conseguenze. Infatti, la stessa terapia non porta automaticamente allo stesso risultato in uomini e donne: l’efficacia, la tollerabilità e gli effetti collaterali possono variare a seconda del sesso.
La specializzazione della medicina di genere studia quindi in maniera sistematica come le differenze biologiche e sociali legate al sesso influenzino la salute, l’insorgenza di malattie, i sintomi e l’efficacia terapeutica. In tale contesto, la medicina di genere non riguarda solo le donne, ma tutte le persone.
Nessun argomento di tendenza, bensì una medicina migliore per tutti
Per molto tempo in medicina l’uomo è stato considerato il criterio di riferimento: fino agli anni ’90, solo poche donne venivano ammesse agli studi clinici, tra le altre cose a causa di possibili gravidanze e sbalzi ormonali durante il ciclo mestruale. Ancora oggi le donne vengono spesso escluse dagli studi clinici: i corpi delle donne sono considerati «troppo complessi» per la ricerca.
Di conseguenza, molti dosaggi, valori di riferimento, criteri diagnostici e valutazioni dei rischi sono stati studiati soprattutto per gli uomini. Il decorso delle malattie nelle donne e l’efficacia dei farmaci su di loro, invece, sono spesso sconosciuti. Questa lacuna nelle conoscenze sussiste ancora oggi, ad esempio quando i disturbi delle donne vengono classificati diversamente o le malattie vengono riconosciute solo in un secondo momento.
Ed è proprio qui che entra in gioco la medicina di genere. L’obiettivo non è trattare in modo diverso donne e uomini. Al contrario, si tratta di fare diagnosi più precise, adeguare le terapie in modo più mirato e riconoscere tempestivamente i rischi.
A beneficiarne sono entrambi i sessi. Infatti, se si ignorano le differenze, anche gli uomini ne risentono: la depressione e l’osteoporosi, ad esempio, vengono spesso riconosciute in un secondo momento perché sono considerate «tipiche malattie femminili». Tenendo conto delle differenze legate al sesso è possibile evitare diagnosi errate e proporre trattamenti più efficaci, sia per le donne sia per gli uomini.
Oggi questo punto cieco viene affrontato in modo mirato, in Svizzera ad esempio con il programma nazionale di ricerca PNR 83 «Medicina di genere e salute» del Fondo nazionale svizzero, finanziato con 11 milioni di franchi. L’obiettivo è quello di rafforzare la ricerca sensibile al genere e al sesso in ambiti quali la prevenzione, la terapia, l’assistenza sanitaria e l’impatto sociale, radicandola nella medicina a lungo termine. A ciò si aggiunge la cattedra di medicina di genere presso l’Università di Zurigo. La medicina di genere è quindi sempre più considerata una componente naturale di una buona assistenza sanitaria.
Gender data gap: quando la mancanza di dati diventa un rischio
Il fatto che le conoscenze mediche si siano per lungo tempo basate principalmente su soggetti di sesso maschile, cavie maschili e colture cellulari maschili ha un nome: «gender data gap». Questa lacuna nei dati legati al sesso non è ancora stata colmata e comporta conseguenze concrete: l’esempio più noto di una malattia spesso riconosciuta in un secondo momento nelle donne è l’infarto cardiaco. I sintomi considerati tipici derivano da studi condotti sugli uomini. Le donne, tuttavia, spesso presentano sintomi completamente diversi e pertanto talvolta ricevono una diagnosi corretta solo in un secondo momento.
La medicina di genere aiuta a colmare queste lacune nei dati, contribuendo a decisioni mediche supportate partendo da una base di dati inclusiva e a una maggiore considerazione delle differenze tra i sessi.
Donne e uomini si ammalano in modo diverso: una panoramica
Le statistiche sanitarie svizzere mostrano chiare differenze tra i sessi:
Lo sapevate? Spesso le malattie vengono diagnosticate più tardi nelle donne
La medicina di genere non si occupa solo dei diversi sintomi, ma anche delle diagnosi ritardate. Dato che molte linee guida mediche si basano prevalentemente su dati di pazienti di sesso maschile, a volte nelle donne le malattie vengono riconosciute più tardi o classificate inizialmente in modo errato. Ciò riguarda non solo malattie cardiocircolatorie come l’infarto cardiaco, ma anche, a titolo esemplificativo, le malattie autoimmuni, l’osteoporosi o l’endometriosi.
Per questo motivo voi, in qualità di donne, dovete prendere sul serio i vostri disturbi, anche se possono sembrare atipici, e sottoporvi tempestivamente ad accertamenti. In questo modo arriverete prima alla diagnosi giusta e al trattamento adeguato.
Malattie croniche: quando le differenze si manifestano nel corso degli anni
Soprattutto nel caso delle malattie croniche, le differenze legate al sesso possono influire sul decorso, sui sintomi e sull’efficacia della terapia per molti anni.
Le donne convivono più spesso con una o più malattie croniche. Inoltre, alcune patologie sono molto più frequenti tra le donne, ad esempio malattie autoimmuni come reumatismi, sclerosi multipla o tiroidite di Hashimoto. Gli uomini, invece, spesso sviluppano prima malattie cardiovascolari.
Anche lo stress causato dalle malattie croniche può variare in base al sesso: le donne riferiscono più spesso di dolori, spossatezza o limitazioni nella quotidianità. Gli uomini spesso non parlano dei propri disturbi e cercano assistenza medica solo in un secondo momento, comportamento che può ritardare la diagnosi e il trattamento.
Per le persone che soffrono di malattie croniche la medicina di genere è particolarmente importante perché spesso devono assumere diversi farmaci per molti anni. Ed è proprio in questi casi che possono emergere evidenti differenze legate al sesso in termini di metabolismo, ormoni ed effetti collaterali. Un controllo regolare dei farmaci aiuta a adeguare la terapia alla situazione personale.
Cosa significa la medicina di genere per gli uomini
Per gli uomini la medicina di genere ha conseguenze concrete come per le donne, spesso non tanto nell’efficacia e negli effetti collaterali dei farmaci, quanto piuttosto nella gestione della propria salute e nel decorso della malattia. I seguenti punti illustrano gli aspetti a cui gli uomini devono prestare particolare attenzione.
Malattie cardiovascolari: prima e con maggiore frequenza
In media, gli infarti cardiaci e gli ictus colpiscono gli uomini con maggiore frequenza e a un’età più giovane rispetto alle donne. Ciò è dovuto a fattori di rischio come il sovrappesoe il fumo, più diffusi tra gli uomini. Inoltre, molti uomini si sottopongono a visite mediche molto più tardi, il che peggiora la prognosi.
Consiglio:
fate controllare regolarmente pressione sanguigna, colesterolo e glicemia. È importante anche in assenza di disturbi.
Infezioni: decorsi gravi
Gli uomini hanno in media una reazione immunitaria più debole rispetto alle donne. Ciò può causare un decorso peggiore delle malattie infettive. La pandemia di COVID-19 ha evidenziato chiaramente questa differenza: gli uomini sono stati esposti a un rischio maggiore di decorsi gravi e sono deceduti più spesso a causa dell’infezione rispetto alle donne.
Consiglio:
prendete sul serio le infezioni. Non celate i disturbi e curateli in modo adeguato. Inoltre, prestate attenzione alle vaccinazioni consigliate per la vostra situazione.
Assunzione dei farmaci: minore aderenza
L’aderenza, vale a dire il rispetto dei farmaci/della terapia prescritti, in media è più bassa negli uomini rispetto alle donne: Gli uomini assumono più spesso i farmaci in modo irregolare o per un periodo di tempo insufficiente. Soprattutto nel caso di farmaci a lungo termine, come quelli per abbassare la pressione o il colesterolo, questo comportamento può ridurne notevolmente l’efficacia.
Consiglio:
assumete regolarmente i vostri farmaci e attenetevi alla dose e all’orario di assunzione – anche se vi sentite bene. Non interrompete i farmaci di vostra iniziativa e non riducete la dose senza averne parlato con il vostro medico.
Salute psichica: meno diagnosi, scarsi trattamenti
Negli uomini le malattie psichiche si manifestano spesso con sintomi diversi rispetto alle donne. In caso di depressione, ad esempio, gli uomini presentano spesso sintomi come irritabilità, isolamento o disturbi fisici, anziché la «tipica» tristezza. Di conseguenza, le malattie psichiche negli uomini spesso non vengono riconosciute e trattate oppure la diagnosi giunge solo in un secondo momento.
Consiglio:
irritabilità persistente, disturbi del sonno o spossatezza sono segnali di allarme. Parlarne e chiedere aiuto è una dimostrazione di forza.
Cosa potete fare concretamente come uomini
- Sottoponetevi regolarmente a visite di prevenzione – spesso le malattie diagnosticate tempestivamente possono essere trattate con maggiore efficacia.
- Parlate con il vostro medico del vostro rischio personale a livello cardiocircolatorio.
- Assumete i farmaci attenendovi con coerenza alla ricetta medica. Non interrompete mai l’assunzione dei farmaci di vostra iniziativa e non modificate mai il dosaggio o la frequenza di assunzione.
- Non trascurate eventuali segnali di allarme e chiedete tempestivamente aiuto in caso di problemi psichici.
Cosa significa la medicina di genere per le donne
Per le donne, l’importanza della medicina di genere è evidente in diversi ambiti: in alcuni casi nelle donne le malattie si manifestano diversamente rispetto agli uomini, i farmaci hanno spesso un’efficacia maggiore e il sistema immunitario ha in media una reazione più forte rispetto agli uomini. Le donne dovrebbero prestare attenzione ai seguenti punti.
Infarto cardiaco: quando i sintomi non rientrano nel manuale
Da decenni si afferma che un infarto cardiaco classico si preannuncia con forti dolori al petto che si irradiano al braccio sinistro. Tuttavia, questa descrizione si basa principalmente su dati di pazienti di sesso maschile. Nelle donne, invece, l’infarto cardiaco si manifesta spesso in modo completamente diverso.
Ecco quali sintomi possono esserne indice nelle donne:
- Nausea e vomito
- Dispnea
- Dolori alla schiena o alla parte superiore dell’addome
- Stanchezza accentuata
Questi disturbi meno evidenti vengono riconosciuti più raramente come sintomi di un infarto cardiaco, anche dal personale medico specializzato. Questo comporta un ritardo nella diagnosi e nel trattamento. Le donne sono quindi esposte a un rischio più elevato di complicazioni.
Consiglio:
prestate attenzione a disturbi poco chiari e improvvisi, anche se non sono «tipici». Insistete sulla necessità di un accertamento medico rapido.
Farmaci: stesso dosaggio, efficacia spesso maggiore
Esistono differenze fisiologiche tra donne e uomini, ad esempio per quanto riguarda il peso corporeo, la composizione del tessuto adiposo e muscolare, la funzione renale, il metabolismo epatico, gli ormoni e i fattori genetici.
Queste differenze influiscono sulla velocità con cui i principi attivi dei farmaci vengono assorbiti, distribuiti e scomposti. L’efficacia e gli effetti collaterali di un farmaco possono pertanto variare tra donne e uomini, anche a parità di dosaggio.
I seguenti esempi illustrano come i farmaci possono avere un’efficacia diversa:
Consiglio:
chiedete al vostro medico o in farmacia se il vostro sesso è stato tenuto in considerazione nella scelta o nel dosaggio dei farmaci, in particolare per sonniferi, farmaci per il cuore e psicofarmaci.
Gli ormoni influenzano il trattamento
Oltre alle differenze biologiche, anche gli ormoni svolgono un ruolo importante: il ciclo mestruale, la gravidanza o altri cambiamenti ormonali possono influire sul modo in cui i farmaci vengono assorbiti, distribuiti o scomposti. Di conseguenza, l’efficacia e la tollerabilità di singoli farmaci possono variare nel corso della vita.
A seconda della situazione ormonale, le donne non sempre percepiscono allo stesso modo i disturbi e i dolori e le malattie croniche possono manifestarsi in modi diversi.
La seguente panoramica mostra quali cambiamenti si osservano con particolare frequenza durante la menopausa e perché questa fase può essere importante anche per il trattamento farmacologico.
Pertanto, la medicina di genere si concentra sempre di più su come ciclo mestruale, contraccezione ormonale, gravidanza, allattamento e menopausa possano essere presi maggiormente in considerazione nella diagnosi e nella terapia.
Gli effetti dei cambiamenti ormonali sulla salute e sui farmaci nel corso della vita sono riportati nel paragrafo «Cambiamenti ormonali: cosa devono sapere donne e uomini».
Consiglio:
informate il vostro medico su cambiamenti del ciclo mestruale, contraccezione ormonale, gravidanza o menopausa. Tali informazioni possono fornire indicazioni importanti per la diagnosi e il trattamento.
Sistema immunitario: migliori difese, maggiore rischio autoimmune
In media, il sistema immunitario delle donne ha una reazione più forte rispetto a quello degli uomini. Ciò comporta dei vantaggi, ad esempio una più rapida guarigione dalle infezioni, ma ha anche un lato negativo: il rischio di malattie autoimmuni, in cui il sistema immunitario attacca il proprio corpo (ad es. reumatismi, Hashimoto, sclerosi multipla) è nettamente più elevato nelle donne.
Le malattie autoimmuni sono un esempio lampante delle differenze legate al sesso nelle malattie croniche: circa l’80% delle persone interessate è di sesso femminile. Il motivo non è ancora del tutto chiaro. Gli esperti ipotizzano un’interazione tra ormoni sessuali, fattori genetici e differenze nel sistema immunitario. Studiare queste correlazioni fa parte dei compiti principali della medicina di genere.
Consiglio:
in caso di disturbi persistenti e poco chiari come affaticamento, dolori articolari o alterazioni cutanee, consultate un medico.
Cosa potete fare concretamente come donne
- Chiedete al vostro medico se nella scelta o nel dosaggio dei farmaci si è tenuto conto del vostro sesso.
- Comunicate al vostro medico eventuali cambiamenti ormonali (ciclo, gravidanza) e chiedete se potrebbero influenzare l’efficacia dei farmaci assunti.
- Parlate attivamente della menopausa e chiedete quale effetto può avere sui disturbi, sui rischi di sviluppare determinate malattie e sui farmaci.
- Segnalate tempestivamente gli effetti collaterali, anche se sembrano aspecifici.
- Prendete sul serio i sintomi atipici o non chiari e insistete su un accertamento.
- Se i disturbi sono ricorrenti, documentate il ciclo, i disturbi, gli effetti dei farmaci e gli effetti collaterali.
Cambiamenti ormonali: cosa devono sapere donne e uomini
Gli ormoni influenzano quasi tutte le funzioni importanti del corpo – non solo la fertilità. In entrambi i sessi regolano, tra le altre cose, il metabolismo, il sistema cardiocircolatorio, la salute delle ossa, il sistema immunitario e la psiche. Pertanto, eventuali cambiamenti ormonali nel corso della vita possono influire non solo sul rischio di ammalarsi, ma anche sulla diagnosi, sulla terapia nonché sull’efficacia e sulla tollerabilità dei farmaci.
Ciò si manifesta più chiaramente in determinate fasi della vita: in genere nelle donne i cambiamenti ormonali vengono avvertiti chiaramente durante la menopausa, mentre negli uomini hanno un decorso piuttosto lento durante la cosiddetta andropausa. Nei prossimi paragrafi scoprirete cosa significa concretamente per donne e uomini.
Nelle donne: perimenopausa, menopausa, climaterio
Nelle donne, la transizione ormonale avviene in due fasi: perimenopausa (periodo di transizione) e menopausa (ultima mestruazione). Il termine «climaterio» designa l’intero processo. Nelle FAQ trovate il significato preciso di ciascun termine.
Determinante per la vostra salute è soprattutto ciò che accade nel corpo in questo periodo: già durante la perimenopausa gli ormoni sessuali femminili estrogeno e progesterone iniziano a diminuire notevolmente e possono manifestarsi i primi sintomi come vampate di calore o disturbi del sonno. Con la menopausa la produzione di ormoni sessuali diminuisce definitivamente. Il calo dei livelli ormonali non influisce solo sul benessere: tra le altre cose, altera il sistema cardiocircolatorio, le ossa, il metabolismo e l’efficacia dei medicamenti, con un’intensità che varia notevolmente da persona a persona.
La menopausa svolge un ruolo importante nella medicina di genere perché dimostra la stretta correlazione tra ormoni, rischio di sviluppare determinate malattie e terapia adeguata.
Negli uomini: lenta diminuzione del testosterone
Anche negli uomini l’equilibrio ormonale cambia con l’avanzare dell’età – solo in modo più lento e meno evidente rispetto alle donne. Il livello di testosterone negli uomini di solito diminuisce nel corso di molti anni. Nel linguaggio colloquiale, questo calo ormonale dovuto all’età viene spesso definito come «andropausa». Dal punto di vista medico, tuttavia, questo termine viene utilizzato con moderazione, perché il calo del testosterone non avviene in un momento ben definito come nella menopausa.
Gli specialisti parlano di carenza di testosterone legata all’età – e questo solo se la carenza è stata dimostrata e al contempo sussistono dei disturbi.
I possibili segnali sono:
- Stanchezza
- Calo della forza muscolare
- Perdita della libido
- Riduzione della densità ossea
- Alterazioni del metabolismo
Prevenzione
I cambiamenti ormonali non comportano automaticamente la necessità di dover adeguare i farmaci. Tuttavia, rappresentano una buona occasione per verificare le terapie in corso, in particolare in caso di nuovi disturbi o di cambiamenti nell’efficacia o nella tollerabilità dei farmaci.
LGBTQ+ e salute
Oltre alle differenze tra donne e uomini, la medicina di genere si occupa anche della salute delle persone LGBTQ+, un ambito sempre più affrontato dalla medicina di genere.
A questo proposito, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) richiama l’attenzione sulle disparità in materia di salute, in particolare nell’ambito di quella psichica. Tuttavia, in Svizzera i dati al riguardo sono ancora limitati. Di conseguenza, gli approcci di prevenzione e assistenza per questi gruppi di persone non sono ancora sufficientemente mirati.
Volete saperne di più sulla medicina di genere?
(Podcast e informazioni sulla Giornata della medicina di genere disponibili solo in tedesco)
Nel podcast «Medbase im Dialog», la puntata 9 è dedicata alla domanda «Perché le donne hanno bisogno di una medicina diversa rispetto agli uomini». Due specialiste spiegano perché le differenze legate al sesso sono così importanti nel trattamento e nella prevenzione e perché una medicina attenta al sesso comporta benefici per entrambi i sessi. Ascoltatela ora.
La giornata dedicata alla medicina di genere presso il Politecnico federale di Zurigo riunisce una volta all’anno specialisti con esperienza nella ricerca, nell’insegnamento e nella pratica. L’evento, rivolto a specialisti e studenti, è aperto a tutte le persone interessate. La prossima edizione si terrà il 26 settembre 2026 con il titolo «Medizin für alle: Gendermedizin zwischen Technologie, Lehre und Praxis» (Medicina per tutti: la medicina di genere tra tecnologia, insegnamento e pratica). Qui sono disponibili maggiori informazioni.
Domande importanti sul tema della medicina di genere
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No. La medicina di genere riguarda tutte le persone e studia come le differenze biologiche e sociali legate al sesso influiscono sulla salute. Comprende gli uomini così come le donne e le persone non binarie.
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Sì. La medicina di genere è importante soprattutto per le persone anziane, perché spesso le differenze nel metabolismo dei farmaci legate al sesso si accentuano in età avanzata. Inoltre, il numero di farmaci assunti contemporaneamente aumenta notevolmente con l’avanzare dell’età. È quindi particolarmente importante controllare regolarmente i farmaci.
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Può essere utile chiedere attivamente. Domande come «Il dosaggio di questo farmaco è testato per le donne?», «Il mio sesso influisce sulla scelta della terapia?» o «Ci sono differenze legate al sesso nell’efficacia o nel dosaggio del mio farmaco?» potrebbero migliorare la qualità del vostro trattamento.
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Sì. Il vostro ciclo influisce su diversi processi nel vostro organismo. Per alcuni farmaci o determinate malattie, come emicranie, malattie autoimmuni o disturbi psichici, può quindi essere utile tener conto della fase del ciclo in cui vi trovate al momento.
Avete il dubbio che alcuni disturbi o effetti collaterali siano correlati al vostro ciclo? Parlatene attivamente con il vostro medico oppure in farmacia. -
Questi tre termini, spesso confusi nella vita quotidiana, definiscono fasi diverse dal punto di vista medico:
La perimenopausa è la fase di transizione ormonale che precede la menopausa. Inizia in genere tra i 40 e i 50 anni (in alcune donne anche prima) e può durare diversi anni. In questa fase gli ormoni sessuali femminili, l’estrogeno e il progesterone, subiscono forti oscillazioni. Questo può provocare i primi disturbi come vampate di calore, disturbi del sonno, sbalzi d’umore, problemi di concentrazione («Brain Fog»), stanchezza o dolori articolari, anche se le mestruazioni sono ancora presenti in maniera regolare o perlomeno irregolare.
Per menopausa si intende il momento dell’ultima mestruazione. Viene constatato a posteriori quando una donna non ha più avuto mestruazioni per dodici mesi e non vi è un’altra causa di natura medica. Le donne svizzere entrano in menopausa in media a circa 51 anni.
Climaterio è il termine generale che indica l’intero passaggio dalla perimenopausa alla menopausa, compreso il periodo successivo («postmenopausa»). Durante questo periodo, la produzione degli ormoni sessuali femminili diminuisce costantemente. Questo influisce non solo sul benessere, ma anche sul sistema cardiocircolatorio, sulle ossa, sul metabolismo, sulla psiche nonché sull’efficacia e sulla tollerabilità dei farmaci. -
Non sempre. Molti dosaggi standard si basano su studi condotti prevalentemente su soggetti maschili. Soprattutto nel caso di sonniferi, farmaci per il cuore e psicofarmaci, vi sono notevoli differenze tra uomini e donne. In caso di dubbi, rivolgetevi alla vostra farmacia o al vostro medico.
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La Svizzera ha compiuto passi importanti: ora esiste una cattedra di medicina di genere all’Università di Zurigo e il programma nazionale di ricerca NFP 83 del Fondo nazionale svizzero. L’argomento viene trattato sempre più spesso anche durante la formazione e il perfezionamento in campo medico. Le reti e le associazioni specialistiche contribuiscono a riunire le conoscenze e a metterle in pratica. Tuttavia, l’implementazione capillare nella prassi medica quotidiana è ancora in corso.
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(Ultima consultazione il 27.7.2026)
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